domenica

Mi scivola addosso


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Ci son giorni in cui va,
va e basta.
Rimango impassibile di fronte a ogni cosa.
Il tempo scorre e io sono li,
immobile.
Non ha un senso quel che vivo,
i sentimenti sono sempre più vuoti,
scarni.
Non me ne rendo conto,
di [esistere].
Mi sento talmente inutile
che tutti mi calpestano.
Faccio quel che mi capita di fare,
sorrido a comando del mio cervello,
so che devo ridere e allora lo faccio,
ma senza un perchè.
Non ascolto neanche più,
le parole rimbombano,
rimbalzano,
ma non mi arrivano,
fan solo un gran casino.
Sono in un'altra dimensione,
è tutto sbagliato e confuso.
Silenzio!




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3 commenti:

  1. Credo che ci passiamo tutti, costantemente. Viviamo passivamente, non ci sforziamo di capire, lasciamo che tutto scorra. E poi, quando si rinsavisce, si capisce che è stato quasi tutto inutile, un dolce far niente non proprio così dolce. Ti capisco tanto..

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  2. Questo atteggiamento è l'esatta copia del mio in tutti quei momenti in cui mi trovo circondata dalla gente. Rispondo meccanicamente, sorrido meccanicamente, rifiuto il cibo meccanicamente. Mi isolo meccanicamente. Sempre più lontana, sempre più in quell'angolo dove nessuno può raggiungermi.
    E' il marchio di fabbrica di ciò che ci ha colpite e finchè non tireremo fuori le unghie non saremo mai libere di vivere.
    Ascolta il tuo silenzio. Il bello del non sentir nulla è proprio questo: lo puoi riempire con le parole che preferisci.

    Un abbraccio forte!

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  3. Dici che ti comporti sempre peggio ed è per questo che non riesci ad uscirne.
    Cosa intendi per peggio? Un'alimentazione equilibrata al posto della restrizione? Un'alimentazione esagerata seguita/non seguita dal vomito?
    Perché invece di vedere il tuo peggio come tale, non provi ad analizzarlo per quello che è? Perché non provi a pensare che sia un modo per reagire a ciò che ti sta capitando? Prendi d'esempio me: hai visto cosa ho combinato tra ieri sera ed oggi? Eppure, anche se senza più una sola forza, anche se disperata, anche se a pezzi nell'anima, sono qui a scriverti cercando di portarti un piccolo e luminoso bagliore di speranza.
    Conosco perfettamente la sensazione che porta a darsi del "grassa" e, se proprio vuoi saperlo, me lo dico tutti i giorni anche io. Non riusciamo a farne a meno perché non abbiamo mai provato a disfarci di queste accuse che ci rivolgiamo ingiustamente: e se per una volta non ci dicessimo che siamo grasse cosa potrà mai accadere? Non dico che tutto d'un colpo dobbiamo andare allo specchio e urlare: "Guarda oggi quanto sono figa!" (ciò non toglie che un giorno saremo in grado di dircelo, anzi, ce lo dovremo dire perché noi siamo bellissime), ma evitare quei gesti e quei modi di fare che non farebbero altro che affossarci. Un piccolo modo di tutelarsi. Ti chiedo: dandoti della grassa hai mai risolto qualcosa? Mi chiedo: Juno, hai mai risolto qualcosa dandoti della grassa? Conosciamo entrambe la risposta...
    Siamo ancora qui a sostenerci e questo vorrà pur dire qualcosa...

    Un bacione <3

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